Per la terza intervista della rubrica “Gazzetta di Oplonti” abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Luca Orlando, attaccante di movimento che fa della tecnica e della tenacia i suoi punti forti. Ecco quello che ci ha svelato:

Nonostante un curriculum decisamente importante, in campo conservi lo spirito di un calciatore affamato che non lesina corse e gioco per i compagni. È questo il segreto di Luca Orlando? “Sì, mi sono ripromesso di fare questo lavoro con il massimo della passione. Mettersi a disposizione della squadra e tralasciare i discorsi personali mi ha contraddistinto nei miei 10 anni da calciatore professionista. Non pensare a me stesso, ma alla squadra, è figlio anche del mio carattere”.

La prima parte di stagione è stata contraddistinta da un infortunio, nella seconda sei praticamente sempre stato utilizzato da Mister Parlato: come giudichi il tuo andamento personale e quello collettivo? “L’ho sempre dichiarato: i 6 mesi della passata stagione in cui sono stato fermo mi hanno portato ad avere qualche problema fisico che non avevo mai accusato prima. Il mio campionato è iniziato, nuovamente, proprio da Savoia-Acireale: da lì la mia condizione e le mie prestazioni sono migliorate. Ho sentito la fiducia del Mister che mi ha schierato, spesso e volentieri, titolare. Abbiamo un attacco importante ed ognuno sta cercando di dare il proprio contributo in base a quelle che sono le singole caratteristiche. Il passo falso di Castrovillari ed i pareggi maturati contro Marina di Ragusa e Roccella non ci hanno permesso di tenere il passo del Palermo, che ha ripreso a fare il Palermo. Ma ciò che siamo chiamati a fare lo faremo fino alla fine”.

Il 4-2 contro l’Acireale rappresenta una delle partite più emozionanti del Savoia 2019/2020, c’è il tuo zampino in quella vittoria: com’è stato viverla al Giraud? “Quella partita è stata una liberazione. E’ stato brutto vivere il doppio svantaggio, a maggior ragione dalla panchina. Poi sono entrato dopo mezz’ora dall’inizio del primo tempo, da lì è partita una clamorosa rimonta: insieme alla vittoria di Palermo, è stata una delle pagine più belle di questo campionato. Speriamo di vivere altre giornate come quella. Lo Stadio Giraud era una bolgia, Tribuna e Curva erano gremite: è stata un’emozione bellissima”.

Sei un calciatore atipico perché utilizzi poco i social, mi ha colpito leggere il tuo pensiero relativo alla gratitudine: come lo traduci calcisticamente parlando? “E’ un discorso di vita che porto avanti quotidianamente. La gente, al giorno d’oggi, vuole ricevere senza dare: il segreto, invece, è dare e poi la vita ti restituisce nel tempo. Io do, incondizionatamente, a tutti, come dicevo nella prima risposta. Vale anche calcisticamente parlando; qualcuno mi ha rimproverato di ciò ma è proprio questo mio aspetto che mi ha permesso di costruire amicizie e di avere tante persone che mi vogliono bene. Il calcio non è mai un discorso personale bensì collettivo”.

Hai compagni di reparto con caratteristiche diverse tra loro: come li definiresti, ognuno, con una parola diversa? “Trovare un termine per ognuno è un po’ difficile, però ci provo. Cerone è estroso, ha giocate fuori dal comune per questa categoria. Diakitè è un giocatore esplosivo, raramente ho visto un calciatore saltare così forte per andare a colpire la palla di testa. De Vena è un giocatore positivo, al di là delle caratteristiche tecniche di cui ha dato prova nel corso della sua carriera. Scalzone è eclettico, appariscente ed ha un carattere diverso da tutti gli altri. Infine Romano è un attaccante voglioso”.

Ti abbiamo simpatico definito “Orlando furioso”, ma Luca fuori dal campo che ragazzo è e cosa ti piace fare? “Convivo con la mia ragazza, con cui sto insieme da 6 anni. Mi piace trascorrere del tempo in famiglia e con gli amici. Hobby? Leggere e guardare le partite, a prescindere dalla categoria. Da due, tre anni studio Economia e Finanza”.

15 vittorie, 8 pareggi e 1 sconfitta: una stagione più che ottima fin qui. Come state vivendo, psicologicamente, questa situazione in cui siete chiamati a rincorrere la vetta della classifica? “Un andamento importante da parte nostra. Siamo chiamati a rincorrere, sì. Speravamo di andare a -1, la sfida di Castrovillari è stata un battuta di arresto inaspettata, di cui abbiamo pagato lo scotto. Ormai è passato. Ho letto le dichiarazioni dello staff e del Presidente: ci tocca fare il massimo nelle ultime 10 partite, cercando di portare a casa 10 vittorie. Poi tireremo le somme alla fine: fare la corsa sugli altri non è bello, ma dobbiamo fare il massimo fino alla fine per noi, per i tifosi, per la Società e per rispettare la nostra professione”.

9 sulle spalle, qualche gol nelle gambe: dobbiamo attenderci un’altra rete nelle partite di cartello? “Spero di contribuire alla causa, segnando qualche gol importante, quelli che possono risultare decisivi per rosicchiare qualche punto al Palermo. Abbiamo un attacco importante, ognuno sta dando il suo contributo ed il Mister sta alternando tutti noi lì davanti”.

Chiudiamo con il consueto messaggio ai tifosi. “Ringrazio tutti quelli che sono presenti, soprattutto in trasferta. Vederli è qualcosa di meraviglioso e sarebbe bello vedere lo Stadio Giraud sempre gremito. Questo Savoia è un grande gruppo e ci crederemo fino alla fine! Noi, da parte nostra, promettiamo impegno fino a Maggio e grande attaccamento alla maglia. Vi abbraccio, a presto!”

Bianchi alè!